Legge elettorale: dopo la Camera, la partita si sposta al Senato
di Redazione POLEMICO

Foto: Edoardo Simon · CC BY-SA 4.0
La Camera dei deputati ha approvato il 16 luglio 2026 la nuova legge elettorale, dopo giorni di tensione dentro la maggioranza. Il testo è ora all'esame del Senato, dove possono ancora essere introdotte modifiche. I contenuti approvati: la soglia per l'assegnazione del premio di maggioranza sale al 42%, il tetto dei seggi attribuibili con il premio scende a 220, e viene eliminato il ballottaggio tra le prime due coalizioni. Il passaggio a Montecitorio ha lasciato due ferite aperte nel centrodestra. La maggioranza è stata battuta per un solo voto sull'emendamento che reintroduceva le preferenze, e si è divisa di nuovo sull'emendamento presentato dall'area vicina a Roberto Vannacci. Entrambe le questioni si riapriranno al Senato.
CONTESTO
La riforma è nota come "legge Bignami", dal nome del primo firmatario Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera. Arriva in un momento in cui il bilancio delle riforme istituzionali del governo è in sofferenza: il referendum sulla separazione delle carriere è stato perso a marzo, il premierato è stato accantonato. La legge elettorale resta il principale cantiere aperto sul terreno delle regole. Sullo sfondo ci sono i numeri dei sondaggi di luglio 2026, che collocano Fratelli d'Italia intorno al 27% e il Partito Democratico intorno al 21%. Con questa distribuzione dei consensi, la soglia del 42% è raggiungibile solo da una coalizione ampia, ed è esattamente il punto su cui si concentrano le critiche delle opposizioni.
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