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PROCESSOGiustizia7 ottobre 2026

Caso Boccia: al via il processo. Colpevole o innocente?

Redazione POLEMICO

Il 6 ottobre 2026 si è aperto a Roma il processo a Maria Rosaria Boccia, imputata di atti persecutori aggravati e lesioni ai danni dell'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Vale la presunzione di innocenza: fino a una sentenza definitiva Boccia non è considerata colpevole.

Il caso

La procura di Roma ha notificato la chiusura delle indagini il 21 luglio 2025. Il 9 febbraio 2026 il giudice dell'udienza preliminare Gabriele Fiorentino ha rinviato a giudizio Boccia, imprenditrice. I reati contestati sono atti persecutori aggravati, lesioni, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum riguardo all'organizzazione di eventi.

Sangiuliano, che si è dimesso da ministro il 6 settembre 2024, è parte civile. Lo è anche Francesco Gilioli, ex capo di gabinetto del ministero della Cultura. Il processo si svolge davanti a un giudice monocratico del Tribunale di Roma.

Alla prima udienza le parti hanno depositato le liste dei testimoni. Secondo le cronache, i pubblici ministeri Giulia Guccione e Barbara Trotta hanno chiesto di sentire Arianna Meloni, mentre la parte civile ha indicato tra gli altri Alessandro Giuli, Giampaolo Rossi e Sigfrido Ranucci. La causa è stata aggiornata al 15 gennaio.

L'accusa

Secondo l'atto di chiusura delle indagini, Boccia avrebbe chiesto di lavorare con Sangiuliano con una nomina fiduciaria del ministro, per giustificare una presenza quotidiana negli uffici del ministero. Contestualmente avrebbe messo in atto azioni per screditare i collaboratori del ministro, avanzato richieste continue di essere informata dei colloqui istituzionali e chiesto con insistenza di avere il suo telefono cellulare per ispezionarlo.

Per i magistrati queste condotte avrebbero causato in Sangiuliano uno stato di ansia e paura persistente, forte stress e un progressivo isolamento personale e istituzionale, fino alle dimissioni. Alle condotte persecutorie si aggiungono le lesioni, la diffamazione, le interferenze nella vita privata e le dichiarazioni sul curriculum.

Il gup ha ritenuto sufficienti questi elementi per mandare l'imputata a processo. La decisione, secondo le cronache, è arrivata in meno di un'ora. Rinviare a giudizio non significa però accertare i fatti: è il dibattimento a doverlo fare, con prove e contraddittorio.

La difesa

Gli avvocati di Boccia, Francesco Di Deco e Saverio Sapia, negano che vi sia stata qualsiasi condotta illecita o persecutoria. Sostengono che a proporre la nomina fosse stato lo stesso Sangiuliano e che, a partire dalla settimana successiva ai primi di giugno 2024, l'allora ministro si fosse dichiarato innamorato.

Secondo i legali, gli elementi tipici del reato di atti persecutori non emergono dai documenti. Sulle lesioni, la difesa contesta le incongruenze degli accertamenti medici del 17 luglio e osserva che sarebbe stato considerato un certificato prodotto circa due mesi dopo il fatto.

Dopo il rinvio a giudizio Boccia si è detta sconcertata. Ha dichiarato che nella discussione erano stati toccati i punti centrali di un fascicolo di circa diecimila pagine e che si aspettava un'analisi più attenta. In sostanza la tesi difensiva è che una relazione e un incarico concordati non possano essere trasformati in un reato. Questa sintesi è ricostruita dagli atti e dalle dichiarazioni dei legali.

Il contesto

Gli atti persecutori sono previsti dall'articolo 612 bis del codice penale. Il reato richiede condotte reiterate che provochino un perdurante stato di ansia o di paura, un fondato timore per l'incolumità propria o di un congiunto, oppure costringano la persona a cambiare le proprie abitudini di vita. La pena va da un anno a sei anni e sei mesi di reclusione.

Per l'articolo 27 della Costituzione l'imputato non è considerato colpevole fino alla condanna definitiva. Il voto su POLEMICO misura come i lettori valutano le due ricostruzioni, non ha valore giuridico e non sostituisce il giudizio del tribunale.

Domande e risposte

Di cosa è accusata Maria Rosaria Boccia? Di atti persecutori aggravati, lesioni, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum, in relazione ai rapporti con l'ex ministro Gennaro Sangiuliano.

Quando è iniziato il processo? Il 6 ottobre 2026 davanti a un giudice monocratico del Tribunale di Roma. La prossima udienza è fissata per il 15 gennaio.

Boccia è già stata condannata? No. Il rinvio a giudizio del 9 febbraio 2026 non è una condanna: vale la presunzione di innocenza fino a una sentenza definitiva.

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