Ponte sullo Stretto: opera necessaria o spreco di risorse?
Redazione POLEMICO

Il Ponte sullo Stretto di Messina è tornato al centro del dibattito pubblico dopo lo stop imposto dalla Corte dei Conti. Il 29 ottobre 2025 la magistratura contabile ha negato il visto di legittimità alla delibera Cipess che approvava il progetto definitivo, segnalando criticità su costi, stime di traffico e conformità alle norme europee su appalti e ambiente. Il costo complessivo dell'opera è salito nel frattempo a 13,5 miliardi di euro, da una stima iniziale vicina ai 4 miliardi. Dopo il parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il governo ha rilanciato l'iter: a settembre 2026 è partita una nuova istruttoria per una delibera Cipess attesa entro ottobre, con l'obiettivo di aprire i cantieri entro la fine dell'anno. Resta da sciogliere il nodo di fondo: costruire il ponte oppure fermarsi.
Chi sostiene il ponte parte dai numeri messi sul tavolo dal governo. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini parla di 30 miliardi di euro di cantieri complessivi tra Sicilia e Calabria e di un'opera che coinvolgerà 253 aziende, con ricadute occupazionali dirette nelle due regioni con i tassi di disoccupazione più alti del paese. L'amministratore delegato di Stretto di Messina, Pietro Ciucci, stima una crescita del Pil nazionale di 23 miliardi di euro legata alla realizzazione dell'opera, oltre alla riduzione dei tempi di attraversamento fino a un'ora per le auto e due ore per i treni. Il collegamento stabile permetterebbe un transito continuo, 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno, sostituendo le attuali navi traghetto legate a condizioni meteomarine. Salvini ha inoltre presentato i cantieri come un argine all'infiltrazione della ndrangheta nel territorio, sostenendo che il lavoro regolare tolga manodopera alla criminalità organizzata. Sul piano tecnico, il parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, arrivato dopo l'integrazione dei rilievi della Corte dei Conti, viene letto dai sostenitori come la prova che le criticità sollevate nell'ottobre 2025 sono state superate.
Chi si oppone parte proprio dal rilievo della Corte dei Conti del 29 ottobre 2025, che ha negato il visto di legittimità alla delibera Cipess indicando come non definitivo il costo dell'opera e sollevando dubbi sulla conformità alle normative europee su appalti pubblici e tutela ambientale. I giudici contabili hanno segnalato anche che diverse infrastrutture di collegamento necessarie al funzionamento del ponte restano prive di finanziamento. Il costo è salito da circa 4 miliardi di euro delle prime stime a 13,5 miliardi attuali, un aumento che gli oppositori citano come prova di una progettazione instabile. Il 27 luglio 2026 la Cgil ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale, chiedendo di verificare se le risorse pubbliche vengano impiegate nel rispetto della legge. Le opposizioni parlamentari definiscono l'opera un'illusione faraonica priva di basi tecniche aggiornate, e analisi giornalistiche segnalano il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti dei cantieri. Anche i tempi pesano sul giudizio: il cronoprogramma del ministero indica l'apertura al traffico solo nel 2034, dopo sette anni e mezzo di lavori, un orizzonte che per i critici rende l'investimento incerto rispetto a interventi più rapidi su strade e ferrovie ordinarie.
Il nodo resta aperto: da una parte i numeri su occupazione e crescita del Pil promessi dal governo, dall'altra i rilievi della magistratura contabile su costi e coperture mai del tutto chiariti. La nuova delibera Cipess attesa entro ottobre 2026 non chiuderà da sola la partita, perché il cantiere vero e proprio non è ancora partito e il collegamento stabile fra Sicilia e Calabria resta, dopo decenni di annunci, una promessa da verificare nei fatti. Vota la tua posizione su POLEMICO.
Quanto costa oggi il Ponte sullo Stretto? Il costo complessivo indicato dal governo è salito a 13,5 miliardi di euro, rispetto alla stima iniziale di circa 4 miliardi con cui il progetto era stato presentato.
Perché la Corte dei Conti ha bloccato la delibera Cipess? Il 29 ottobre 2025 i giudici contabili hanno negato il visto di legittimità, segnalando che il costo dell'opera non era ancora definitivo e sollevando dubbi sulla conformità alle norme europee su appalti e ambiente.
Quando apriranno i cantieri e quando sarà pronto il ponte? Il governo punta ad aprire i cantieri entro la fine del 2026, dopo una nuova delibera Cipess attesa entro ottobre, con un cronoprogramma che prevede l'apertura al traffico nel 2034.
Per seguire i fatti, nella stessa Piazza trovi gli aggiornamenti di POLEMICO: «Ponte sullo Stretto: cambio ai vertici, verso il Cipess» e «Ponte sullo Stretto: al via l'istruttoria per il Cipess». Qui sopra puoi votare la tua posizione e confrontarla con quella degli altri lettori.
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