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DUALITÀSocietà6 ottobre 2026

Social vietati agli under 15: tutela o illusione?

Redazione POLEMICO

Social vietati agli under 15: tutela o illusione?

Foto: Fratello.Gracco · CC BY-SA 4.0

Il 22 luglio 2026 la Francia è diventata il primo Paese europeo a vietare i social network agli under 15: il divieto vale dal 1 settembre 2026 per i nuovi profili e dal 1 gennaio 2027 per quelli esistenti. In Italia il tema è aperto da mesi. Il disegno di legge 1136, firmato dalla senatrice Lavinia Mennuni con 22 cofirmatari, è fermo in commissione al Senato dall'ottobre 2025.

Dopo il caso di Trescore Balneario, dove nel marzo 2026 un tredicenne ha aggredito un'insegnante mentre trasmetteva in diretta su Telegram, il ministro Giuseppe Valditara ha annunciato un testo riscritto, con filtri sugli smartphone e sanzioni per le famiglie. La scelta in gioco è se l'Italia debba fissare per legge un'età minima per i social.

Posizione A: il divieto serve

Chi sostiene il divieto parte da un dato politico prima che tecnico: la misura raccoglie consensi trasversali. In Francia il Senato l'ha approvata con 243 voti a favore e 2 contrari, l'Assemblea nazionale con 279 sì contro 81 no, e il presidente Macron l'ha definita una questione di civiltà. In Italia l'iniziativa nasce bipartisan, presentata da Lavinia Mennuni e Marianna Madia.

Per i favorevoli, lasciare la scelta alle famiglie non funziona: un genitore da solo non può competere con piattaforme costruite per trattenere l'attenzione, e un limite di legge toglie al singolo ragazzo la pressione di essere l'unico escluso. Il caso di Trescore Balneario, dicono, mostra cosa accade quando un tredicenne ha un pubblico in diretta e nessun filtro. La legge fissa una regola chiara e sposta l'onere sulle aziende, che hanno i mezzi tecnici per applicarla. Se serve tempo per perfezionare la verifica dell'età, aggiungono, non è una ragione per non cominciare.

Posizione B: il divieto non funziona

Chi è contrario non nega il problema, contesta lo strumento. L'autorità francese per la privacy, la Cnil, ha dichiarato che nessun sistema di verifica oggi sul mercato garantisce insieme affidabilità, copertura dell'intera popolazione e tutela della riservatezza. La stessa legge francese non indica quale tecnologia usare e lascia alle piattaforme il compito di trovare la soluzione.

Per i critici, controllare l'età di tutti significa chiedere un documento o un riconoscimento del volto a milioni di adulti, con un costo in dati personali che pesa su ogni utente. Sostengono che i ragazzi trovino facilmente il modo di aggirare il divieto e che il rischio sia spingerli verso app meno controllate. Le bozze italiane prevedono sanzioni per le famiglie e la Lega propone il consenso dei genitori fino ai 18 anni: per i contrari è una responsabilità scaricata sui genitori. Meglio, dicono, investire in educazione digitale e in obblighi di sicurezza per le piattaforme.

Come finisce il confronto

Le due posizioni condividono l'obiettivo, proteggere i minori, e divergono sul mezzo. Il nodo che resta irrisolto è la verifica dell'età: finché non esiste un metodo affidabile che non esponga i dati di tutti, il divieto rischia di essere una regola difficile da far rispettare. Sul fronte opposto, rinviare tutto significa lasciare i tredicenni senza alcun limite. Tu da che parte stai? Vota PRO o CONTRO il divieto dei social agli under 15 e scopri cosa pensa l'Italia.

Domande e risposte

Domanda: In Italia i social sono già vietati agli under 15? Risposta: No. A ottobre 2026 non esiste una legge che li vieti: il disegno di legge 1136 è fermo in commissione al Senato dall'ottobre 2025 e il governo lavora a un nuovo testo.

Domanda: Cosa prevede la legge francese? Risposta: Vieta i social network agli under 15, dal 1 settembre 2026 per i nuovi profili e dal 1 gennaio 2027 per quelli esistenti. Spetta alle piattaforme scegliere come verificare l'età.

Domanda: Perché la verifica dell'età è il punto critico? Risposta: Secondo la Cnil nessun sistema oggi in commercio garantisce insieme affidabilità, copertura di tutta la popolazione e tutela della privacy.

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