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DAL BASSOsanita5 agosto 2026

Liste d’attesa: quanto hai aspettato davvero?

di Redazione POLEMICO

Liste d’attesa: quanto hai aspettato davvero?

Il problema

Nel primo semestre del 2026 due milioni e 811mila italiani hanno atteso più del dovuto per una visita medica o un esame nel servizio sanitario pubblico. È un numero grande abbastanza da essere astratto: dietro ci sono singole prenotazioni, singole diagnosi rimandate, singole famiglie che hanno deciso di pagare privatamente perché non potevano aspettare. Le statistiche nazionali fotografano le medie, ma la media non racconta la differenza tra una risonanza ottenuta in dodici giorni a Bolzano e la stessa risonanza a otto mesi in una provincia del Sud. Quella differenza non compare in nessun cruscotto, e non compare nemmeno la scelta che moltissime persone fanno ogni giorno: rinunciare, oppure pagare.

Il contesto

I dati ufficiali del 2026 registrano un miglioramento reale: 1,6 milioni di prestazioni in più erogate nei tempi di garanzia rispetto al 2025, visite urgenti entro tre giorni salite all'81%, oncologiche al 95,2%. Il governo ha attivato una piattaforma nazionale di monitoraggio, il Cruscotto 2.0, per rendere i tempi verificabili. Il miglioramento però convive con il numero di chi resta fuori, e buona parte del recupero passa dal privato accreditato. Quanto di questo si traduca in un'esperienza concreta migliore, e dove, è qualcosa che i numeri aggregati non dicono.
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